lunedì 3 febbraio 2014

L'alieno

Un alieno, paracadutato di notte in un territorio del nostro paese, avendo raggiunto una confortevole casa al mare momentaneamente disabitata, dopo essersi assicurato di potervi trascorrere un certo tempo assolutamente indisturbato, trova normale accendere il televisore per capire dove si trova, che lingua si parla e che tipo di umanità si appresterebbe ad incontrare.

Da lì a poco capisce subito di non riuscire a sfuggire ad una scelta pressoché infinita di talk show che fanno a gara a rappresentare una struttura sociale allo sbando, dove tutti si lamentano ed incolpano gli altri dei disastri prodotti mentre i più benpensanti si affannano a suggerire discutibili ricette per una rapida ripresa economica, indicando un loro candidato come l’uomo scelto dal fato per trasformare i desideri in realtà.
Insomma, una Babilonia dove parlano tutti non curandosi di disporre dei requisiti essenziali per poterlo fare, dove la classe politica non riesce più a distinguersi da quella dello spettacolo, anzi fa di tutto per acquisirne i requisiti ottenendo così facile popolarità e consenso nei sondaggi.
Dove i sindacati (sempre nel talk Show) denunciano il disastro del mondo del lavoro con la disoccupazione che ha superato la soglia del 40% ed i giovani che hanno rinunciato persino a cercare una qualche occupazione – tanto non serve a niente.
Lo spettacolo serale viene interrotto da telegiornali che parlano di disastri, calamità naturali, criminalità e droga, povera gente costretta a rubare perché non arriva a fine mese ed altri benestanti che rubano anche loro indipendentemente dal traguardo, rimanendo impuniti.

L’alieno si rende conto che questi notiziari, in ogni caso, confortano i poveri disgraziati i quali finiscono per considerare che c’è sempre chi sta peggio di loro ed amareggiato si rammarica di essere atterrato sfortunatamente in una specie di girone dantesco.
Mentre si appresta a spegnere la TV viene anticipato e sorpreso dall’interruzione pubblicitaria.

Questa, come tutte le altre che seguono appaiono come degli inserti filmati presi a prestito da un’emittente televisiva degli Emirati Arabi (tra l’altro molti spot sono addirittura in lingua inglese originale). Un’orgia di auto estere con prezzi a partire da 36 mila euro, ma vendibili a rate, elettronica varia, televisori piatti 3D in offerta a 5 mila euro, I-Pad e telefoni cellulari che rinnovano il proprio modello quasi mensilmente a colpi da centinaia di euro, banche, investimenti finanziari, viaggi ed escursioni in tutto il mondo, alta moda e calzature firmate.
Tutto ciò flautato da una voce suadente che in sostanza ti dice che se non hai questo non sei degno di stare al mondo.
Si rende conto che queste sequenze sono interminabili, costanti e scandiscono la giornata televisiva di chi, non avendo niente da fare, è costretto a stare a casa a fissare la TV come gli uomini delle caverne fissavano il fuoco. Una specie di ritorno allo stato di natura.
L’alieno spegne definitivamente l’apparecchio e decide saggiamente di tornare nel suo mondo e mentre va si chiede qual è il paese reale tra quelli visti così diversamente rappresentati.
Alla fine arriva ad una considerazione e se ne fa una ragione.

Siccome viene da un mondo più evoluto, civile ed educato, a chi gli chiede spiegazioni risponde di volere tenere la considerazione per se.