Un
alieno, paracadutato di notte in un territorio del nostro paese, avendo
raggiunto una confortevole casa al mare momentaneamente disabitata, dopo
essersi assicurato di potervi trascorrere un certo tempo assolutamente
indisturbato, trova normale accendere il televisore per capire dove si trova,
che lingua si parla e che tipo di umanità si appresterebbe ad incontrare.
Da
lì a poco capisce subito di non riuscire a sfuggire ad una scelta pressoché
infinita di talk show che fanno a gara a rappresentare una struttura sociale
allo sbando, dove tutti si lamentano ed incolpano gli altri dei disastri
prodotti mentre i più benpensanti si affannano a
suggerire discutibili ricette per una rapida ripresa economica, indicando un
loro candidato come l’uomo scelto dal fato per trasformare i desideri in realtà.
Insomma,
una Babilonia dove parlano tutti non curandosi di disporre dei requisiti
essenziali per poterlo fare, dove la classe politica non riesce più a
distinguersi da quella dello spettacolo, anzi fa di tutto per acquisirne i
requisiti ottenendo così facile popolarità e consenso nei sondaggi.
Dove
i sindacati (sempre nel talk Show)
denunciano il disastro del mondo del lavoro con la disoccupazione che ha
superato la soglia del 40% ed i giovani che hanno rinunciato persino a cercare
una qualche occupazione – tanto non serve a niente.
Lo
spettacolo serale viene interrotto da telegiornali che parlano di disastri,
calamità naturali, criminalità e droga, povera gente costretta a rubare perché
non arriva a fine mese ed altri benestanti che rubano anche loro
indipendentemente dal traguardo, rimanendo impuniti.
L’alieno
si rende conto che questi notiziari, in ogni caso, confortano i poveri
disgraziati i quali finiscono per considerare che c’è sempre chi sta peggio di
loro ed amareggiato si rammarica di essere atterrato sfortunatamente in una
specie di girone dantesco.
Mentre
si appresta a spegnere la TV viene anticipato e sorpreso dall’interruzione
pubblicitaria.
Questa,
come tutte le altre che seguono appaiono come degli inserti filmati presi a
prestito da un’emittente televisiva degli Emirati Arabi (tra l’altro molti spot sono addirittura in lingua inglese originale).
Un’orgia di auto estere con prezzi a partire da 36 mila euro, ma vendibili a
rate, elettronica varia, televisori piatti 3D in offerta a 5 mila euro, I-Pad e
telefoni cellulari che rinnovano il proprio modello quasi mensilmente a colpi da centinaia di euro, banche,
investimenti finanziari, viaggi ed escursioni in tutto il mondo, alta moda e
calzature firmate.
Tutto
ciò flautato da una voce suadente che in sostanza ti dice che se non hai questo
non sei degno di stare al mondo.
Si
rende conto che queste sequenze sono interminabili, costanti e scandiscono la
giornata televisiva di chi, non avendo niente da fare, è costretto a stare a
casa a fissare la TV come gli uomini delle caverne fissavano il fuoco. Una
specie di ritorno allo stato di natura.
L’alieno
spegne definitivamente l’apparecchio e decide saggiamente di tornare nel suo
mondo e mentre va si chiede qual è il paese reale tra quelli visti così
diversamente rappresentati.
Alla
fine arriva ad una considerazione e se ne fa una ragione.
Siccome
viene da un mondo più evoluto, civile ed educato, a chi gli chiede
spiegazioni risponde di volere tenere la considerazione per se.