Lo spettacolo singolare da notte delle stelle cui
stiamo assistendo in questi giorni per l’elezione del nostro Presidente della
Repubblica è un evento di fronte al quale quanto avviene ogni anno ad Hollywood
per assicurarsi l’Oscar appare come la serata organizzata tra emigranti nella
baracca in quel meraviglioso film che è stato “Pane e cioccolata” di Brusati.
L’agitazione per entrare a far parte degli eleggibili
ha iniziato ad aumentare la sua frequenza dai primi giorni dell’anno, tanto da
aver spento le luci sull’elezione del nuovo Papa dopo pochissimi giorni di
liturgico brusio. C’è chi pensa solo ai propri interessi cercando di
risolvere i problemi personali in modo spiccio.
E’ come se ci trovassimo in
presenza del patetico gioco di un pover’uomo che avendo,"a sua
insaputa", messo incinta la donna della quale avrebbe dovuto occuparsi (nella
fattispecie l'Italia) cerca compari pronti a testimoniare a suo favore di non
averla mai frequentata. Ma non sono questi i candidati più inquietanti.
Cosa offre a questo punto il mercato elettorale? Il
panorama è sconfortante.
I partiti della Sinistra (quelli che avrebbero dovuto fornire una vasta gamma di valori
antropologici attinti nei vivai della cultura) a forza di cambiare
sempre identità hanno finito col non sapere più che abito indossare e rimasti,
di conseguenza, privi di una visione collettiva sono stati costretti a puntare
sui singoli leader (con ciò tradendo
la tradizionale vocazione che li caratterizza). Una volta smarrito il
principio della condivisione delle idee e dei progetti, oggi sono costretti ad
andare a cercare consensi nei talk show, nei gazebo di piazza dei colonnelli di
ciò che resta della destra se non, addirittura, tra i “giovani” rottamatori del
proprio partito.
Si dirà che tutto ciò è comprensibile, essendo questa
la naturale “consequentia rerum”.
Ed ecco, pertanto, che nascosti tra le siepi umane,
tra i nomi che sono stati messi attorno a loro per confonderli, ci sono quelli
che da bambini hanno studiato da presidente. Alcuni di questi non si sono fatti
mancare nulla pur di raggiungere il loro obiettivo, dall’iscrizione a qualunque
“confraternita” venisse suggerita loro dai “poteri forti”, alla
frequentazione degli stessi atenei o dei centri studi internazionali, titolari
di fondazioni , officine democratiche e di vivai di giovani politici
disinvolti e spavaldi pronti a parlare come Cesare e ad agire come Bruto. Altri, invece, si sono sottoposti a
rigidi periodi di esercizi spirituali, assentandosi dalla scena politica per
quel tempo necessario a far sembrare che non fossero più in gioco per poi
tornare purificati e pronti all’incarico, fidando sul fatto che non tutti hanno
buona memoria.
Per concludere non mi preoccupa che il nostro
prossimo Presidente possa avere nel suo passato commesso qualche piccolo
errore, sarebbe un essere umano. Mi preoccupa che il nostro eventuale prossimo
presidente abbia studiato da bambino per doverlo diventare iscrivendosi al
club dei predestinati. Comunque.